RICERCA DI TERMODINAMICA

MOTO PERPETUO di SECONDA SPECIE

Nuovo Concetto di Entropia, Richiesta di Parere, Turbo-Pompa ad Ingranaggi Ellittici,
Ciclo Rankine-Hirn, Cicli Entalpici e Cicli Entropici, Motori e Distillatori, Rendimento Unitario,
Ottimazione del Rendimento, Cicloide Ellittica, Nuovo Integrale Indefinito, una Legge Assoluta.

 
 




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Cicli Entalpici, Motori e Distillatori
Versione integrale del secondo Brevetto, Attestato (link 18
MACCHINE TERMICHE A VAPORE
MOTORI E DISTILLATORI  
 
 




 
RIASSUNTO (fig.1,3,5)
 
Nel Campo (ACBA),(fig.1) il MISCUGLIO M=(M'+M'') di TITOLO x=M''/M, formato da un LIQUIDO M' col suo VAPORE M'', diventa VAPORE SATURO durante le FASI di EBOLLIZIONE, a causa del Calore LATENTE creato dalle IsoTermoBariche (dT=0),(dp=0) nei sottoinsiemi dell’INTERVALLO (0≤x≤1), sulle orizzontali di (ACBA), mentre lo STATO FISICO del MISCUGLIO dipende (GIBBS) da 2 VARIABILI e quindi, la TERNA (Pressione, Temperatura Titolo) risulta legata con EQUAZIONI del tipo  φ(p,T,x)=0 ⇔ p=f(T,x).
φ(p,T,x)=0   ⇔   p=f(T,x).

In particolare tutte le Trasformazioni p=f(T,x0) a TITOLO Costante (dx=0) si svolgono sulle ISOTITOLO (FC),(dx=0) comprese fra le due Curve Limiti (AC),(BC) di (ACBA), tenendo conto che in questi casi (dx=0) ogni Incremento ISOTERMICO di PRESSINE (dT=0),(Δp≠0) richiede un corrispondente Incremento ISOBARICO di TEMPERATURA (dp=0),(ΔT≠0) e viceversa, fino al ripristino di altre EBOLLIZIONISono QUESTE le Principali NOVITA’, con notevoli e PREVEDIBILI conseguenze TERMODINAMICHE.

Fra l’altro (ripetiamolo) il Primo LATO (1-2),(dp=0) del CICLO RANKINE (fig.1,2) appartiene alla prima ISOTITOLO (AC),(x=0) di (ACBA), come pure i Primi LATI (1-2),(dp=0) dei nuovi CICLI TERMICI (fig.3,5), che abbiamo chiamato CICLI ENTALPICI, MOTORI (1→2→3→4→5→6=1),(fig.3) e DISTILLATORI (1→2→3→4→5→5'→6'→6=1),(fig.5), a causa della ENTALPIA (H) del LIQUIDO, che può essere OTTIMIZZATA spostandola sulla ISOTITOLO del Primo LATO (AC),(x=0) di (ACBA), ottenendo due RECUPERI di CALORE (1→1'),(1→1''),(linee in grassetto) con la conseguente CRESCITA del RENDIMENTO del 30-40% nei MOTORI fino al valore UNITARIO nei DISTILLATORI.

Soprattutto (fig.5,6) il DISTILLATORE può RICICLARE tutto il CALORE di Condensazione (1→1')=(5'→6'), assorbendo da un'unica SORGENTE quanto basta per ottenere il DISTILLATO e l’eventuale LAVORO, da Gas (4→5'),(p2→p') e Idraulico (6→1),(p'→p1), per rendere l'IMPIANTO autonomo. In sostanza si tratta di MODIFICARE opportunamente la TERMODINAMICA del CICLO RANKINE.
 


DESCRIZIONE
 
Nel Campo (ACBA),(fig.1) il MISCUGLIO M=(M'+M'') di TITOLO x=M''/M, formato da un LIQUIDO M' col suo VAPORE M'', diventa VAPORE SATURO durante le FASI di EBOLLIZIONE, a causa del CALORE LATENTE creato dalle IsoTermoBariche (dT=0),(dp=0) nell’Intervallo (0≤x≤1) sulle orizzontali di (ACBA), sapendo (GIBBS) che la Coppia COSTANTE (T,p) rende COSTANTI le altre VARIABILI (Entalpia, Entropia, Titolo, ecc.), che diventano INDETERMINATE (Equazione di Clapeyron) e quindi possono assumere VALORI ARBITRARI.

In effetti soltanto Prima e/o Dopo le EBOLLIZIONI lo Sato Fisico del MISCUGLIO dipende (GIBBS) da 2 VARIABILI, quindi la TERNA (Pressione, Temperatura, Titolo) è legata con Equazioni del tipo  φ(p,T,x)=0⇔p=f(T,x). Peraltro tutte le TRASFORMAZIONI p=f(T,x0) a TITOLO COSTANTE (dx=0) si svolgono sulle ISOTITOLO (FC),(dx=0) comprese fra le due CURVE Limiti (AC),(BC) di (ACBA) fino al ripristino delle EBOLLIZIONI.

In questi casi (dx=0) ogni Incremento ISOTERMICO di PRESSIONE (dT=0),(Δp≠0) richiede un corrispondente Incremento ISOBARICO di TEMPERATURA (dp=0),(ΔT≠0), essendo p=f(T,x0),(dx=0),∀(FC)∈(ACBA). Sono queste le Principali NOVITA’ dei CICLI ENTALPICI, con conseguenze TERMODINAMICHE.

 
Fra l’Altro il PRIMO Lato (1→2),(dp=0),(x=0) del CICLO HIRN (1→2→3→4→5→6=1),(fig.1) non si trova (come si crede) nella Zona LIQUIDA (L) ma sulla Prima ISOTITOLO (AC),(x=0) di (ACBA) dove il LIQUIDO (M'), a contatto col suo VAPORE (M''), incrementa il MISCUGLIO (M) in (G) prima della EBOLLIZIONE. 

E’ quanto ACCADE anche ai PRIMI Lati (1-2),(dp=0),(x=0) di nuovi CICLI TERMICI (fig.3,5), chiamati CICLI ENTALPICI, MOTORI (1→2→3→4→5→6=1),(fig.3) e DISTILLATORI (1→2→3→4→5→5'→6'→6=1) (fig.5), a causa della ENTALPIA (H) del LIQUIDO, che può essere OTTIMIZZATA spostandola sulla Prima ISOTITOLO (AC),(x=0) di (ACBA) con 2 recuperi di CALORE (1→1'),(1→1'') (linee in grassetto) e conseguente crescita del RENDIMENTO dal 30-40% nei MOTORI fino a diventare UNITARIO nei DISTILLATORI.

In particolare (fig.5,6) il DISTILLATORE può RICICLARE tutto il CALORE di Condensazione (1-1')=(5'-6') assorbendo da un’UNICA SORGENTE quanto basta per ottenere il DISTILLATO (Acqua Potabile) e l’eventuale LAVORO, da GAS (4-5'),(p2→p') e IDRAULICO (6=1),(p'→p1), che lo rende AUTONOMO da altre FONTI. In sostanza si tratta di MODIFICARE la Termodinamica del CICLO RANKINE.

Per tracciarli (Tab.A),(Tav.1,2),(fig.1,3,5) ci siamo valsi delle 5 VARIABILI (p,v,T,H,S) legate dal POTENZIALE ENTALPICO dH=δQ+vdp, per definire le ISOBARE dp=0, le ADIABATICHE δQ=0, il BILANCIO TERMICO (Q1),(Q2) e infine il RENDIMENTO (
η), in funzione delle 3 Grandezze-ENTALPICHE (H1,H4,H5):
 
 
Ma il LAVORO L=(H4-H5) non dipende dall'ENTALPIA (H1), che può variare (H*≠H1) sulla Curva Limite ξ'=(AC),(x=0) del Liquido (M') col RENDIMENTO (η*≠η)
 
 
Questo significa (fig.3,5) che l’ENTALPIA (H1) del LIQUIDO può CRESCERE (H*) sulla CURVA Limite (AC),(x=0), ottenendo (linee in grassetto) due RECUPERI di CALORE Q*=(H*-H1)=(1→1'')+(1→1')>0, quello SENSIBILE Q''=(1→1'')>0 sottratto al VAPORE (4→4') e quello LATENTE di Condensazione Q'=(1→1')>0, entrambi RICICLATI nell’ECONOMIZZATORE (E), facendo assumere al BILANCIO (2),(3) dei precedenti CICLI (fig.3,5) la seguente FORMA, tenendo conto che in questi casi cM.ΔT kcal possono  RICICLARE M.kg di H2O da ZERO a T°C, oppure 2M.kg a T/2°C, in generale nM.kg da ZERO a T/n°C (con n1):
 
 
Nascono così (fig.3,5) i suddetti CICLI ENTALPICI, anch’essi, come i CICLI RANKINE, fondati sulle 2 IsoTermoBariche (5→6),(2→3)-(5'→6'),(2'→3') del VAPORE SATURO, situate alla MASSIMA distanza (5→6)↔(2→3), (fig.3,4) nei MOTORI, oppure (fig.5,6) RAVVICINATE fin quasi a coincidere (5'→6')→(2-3) nei DISTILLATORI, dove il LAVORO (4→5'),(Area Racchiusa) può diminuire (L→0) quanto BASTA affinché l’IMPIANTO diventi AUTONOMO, con l’eventuale aggiunta di una TURBINA IDRAULICA (T0),(p'→p1).

Descriviamo brevemente i due CICLI ENTALPICI più interessanti (fig.3,5), evidenziando le TRASFORMAZIONI ISOTITOLO-ISOBARE dei PRIMI Lati (1→2)(x=0),(dp=0)∈(ξ'=AC),(x=0) inoltre i RECUPERI di CALORE Q*=(Q'+Q'')∈(ξ') del BILANCIO TERMICO (4), che lasciano invariato il LAVORO (L*=L) ma fanno crescere il RENDIMENTO (η*>η),∀(Q*>0) nei MOTORI, fino al valore UNITARIO (η*=1),∀(Q*≥Q2) nei DISTILLATORI:



A) CICLO ENTALPICO  MOTORE  
   
(1→2→3→4→5→6=1), (Tav.1), (fig.3,4).

La POMPA (PA) comprime il LIQUIDO (M') (p1),(T1),(x=0) nel Punto Iniziale (6»1),(p1→p2),(T1),(x=0), quindi si RISCALDA (in E) sulla Isotitolo-Isobara (1→2),(p2),(T1→T2)∈(ξ'=AC),(x=0), utilizzando anche il CALORE (1→1'')=(4-4') sottratto al VAPORE (3→4'), poi EVAPORA sulla IsoTermoBarica (2→3),(p2),(T2),(x→1), SURRISCALDA (3-4),(p2),(T2→T4),(x=1), si ESPANDE nella TURBINA (4-5),(p2→p1),(T4→T1),(x→x5), infine CONDENSA (in K) lungo la Isotermo-Barica (5→6),(p1),(T1),(x→0). Nel BILANCIO (4) quel RECUPERO Q*=(Q'') fa crescere del 30-40% il RENDIMENTO del LAVORO (4→5),(Area Racchiusa).
 

 
BCICLO ENTALPICO  DISTILLATORE
    
(1→2→3→4→5'→6'→6=1), (Tav.2), (fig.5,6).

Il LIQUIDO (M'),(p1)(T1),(x=0), COMPRESSO nel Punto INIZIALE (6»1),(p1→p2),(T1), si RISCALDA sulla Isotitolo-Isobarica (1→2),(p2),(T1→T2),(x=0)∈((ξ'=AC), utilizzando il CALORE Q''=(1→1'')=(4→4') sottratto al VAPORE (3→4'), quindi EVAPORA (2→3),(p2),(T2),(x→1), SURRISCALDA (3→4),(p2),(T2→T4),(x=1), poi ESPANDE in TURBINA (4-5'),(p2→p'),(T4→T'), infine prosegue la CONDENSAZIONE Isotermo-Barica (5'→6'),(p'),(T'),(x→0) con l’eventuale impiego del CONDENSATORE (K), cedendo il RECUPERO Q'=(1→1')≤(5'→6') al LIQUIDO (M'),(x=0) sulla curva Isotitolo-Isobarica (1→2),(p2),(T2)∈(AC),(x=0).

Inoltre si ottiene RENDIMENTO UNITARIO (η*=1) Ottimizzando le POSIZIONI delle Isotermo-Bariche (5'→6'),(2→3) rispetto al PUNTO CRITICO (C), mentre il LAVORO L=(4→5'),(Area Racchiusa) DIMINUISCE (L→0) quanto basta (L>0) affinché il  DISTILLATORE diventi AUTONOMO, separando il POTABILE (Z) dal Liquido INQUINATO (PA). Peraltro, il RENDIMENTO UNITARIO (η*=1) si ottiene più facilmente (fig.5,6) a PRESSIONI più BASSE (p1< p'< p2) EGUAGLIANDO le Aree Sottostanti (Q*=Q2) alle curve di CONDENSAZIONE (5'→6') e di RAFFREDDAMENTO (6'→6):
 


 
CDISTILLATORE ENTALPICO SEMPLICE (fig.5,6).

Si tratta del CASO LIMITE (p'→p2),(L→0), dove conviene sostituire la TURBINA (T) con un RIDUTTORE (R) mentre il RENDIMENTO UNITARIO si ottiene RICICLANDO tutto il CALORE  di Condensazione (1→1')=(5'→6') con l'impiego dei 2 RECUPERI (Q''+Q') e l’AGGIUNTA di una TURBINA (T0),(p'→p1) che collega il POZZO (Z) al Liquido USCENTE (M'). 

In effetti, nei PRIMI Lati (1-2),(p2),(T1→T2)Î(AC),(x=0) dei CICLI ENTALPICI (fig.3,5), l’ENTALPIA (H) del LIQUIDO può ottimizzare il BILANCIO TERMICO (4) con uno o entrambi i RECUPERI Q*=(Q''+Q') RICICLATI nell’ECONOMIZZATORE (E), facendo crescere il RENDIMENTO (η<1) fino al valore UNITARIO (η*=1).

In particolare il DISTILLATORE può RICICLARE tutto il CALORE di CONDENSAZIONE Q'=(1→1')=(5'→6') con RENDIMENTO UNITARIO, assorbendo da un’UNICA SORGENTE soltanto il CALORE MANCANTE, quanto BASTA per produrre il DISTILLATO e l’eventuale LAVORO necessario al suo funzionamento.
 
Per questi MOTIVI e per le prevedibili conseguenze, SORGE una VERITA’ SPERIMENTALE che mette in discussione l’ENTROPIA di CLAUSIUS dS=δQ/T, un isolito DIFFERENZIALE (dS) INDIPENDENTE dal generico SCAMBIO di CALORE (δQ≠0), che diventa un DIFFERENZIALE δQ=dQ=TdS in particolari TRASFORMAZIONI e quindi dS=δQ/T non può rappresentare l’UNICA Espressine Matematica del SECONDO PRINCIPIO della TERMODINAMICA.
 
A questo punto, Certi dell’AFFIDABILITA’ di quanto precede, la RICERCA può dirsi CONCLUSA. Per il RESTO conviene approfondire in altra SEDE lo STUDIO, le APPLICAZIONI e la SCELTA dei FLUIDI TERMODINAMICI.
 
Tuttavia (anche se non necessario) faremo alcuni ESEMPI orientativi dei precedenti CICLI ENTALPICI A),B),C) relativi all’ACQUA (H2O), con i BILANCI TERMICI (2),(4), utilizzando la seguente Tabella A e le EQUAZIONI COMPARATIVE (5) che legano il TITOLO (x), l’ENTROPIA (SX) e l’ENTALPIA (HX) del MISCUGLIO (M), a parte l'ipotetica PORTATA m=10(kg/s)=0,1(kg/Ciclo), RIPARTITA in 100(Cicli/s), con POTENZA MEDIA N=mL(kW) e la GRANDEZZA dell'IMPIANTO.
 
 
Tabella A                                                     H2O (Acqua) TF=0(0C), TC=374,15(0C)
T
(0C)
p
(Kp/cm2)
H1
(kJ/kg)
Hn
(kJ/kg)
Hn-H1
(kJ/kg)
S1
(kJ/kgK)
Sn
(kJ/kgK)
374,15
225,6
2100
2100
0
4,430
4,430
350 (400)
168,6
1671
2564 (2930)
893
3,779
5,212 (5,777)
300 (400)
87,6
1345
2749 (3117)
1404
3,255
5,705 (6,293)
250 (400)
40,6
1086
2801 (3210)
1715
2,793
6,072 (6,770)
200 (400)
16,0
852
2793 (3256)
1941
2,331
6,432 (7,243)
150
4,85
632
2746
2114
1,842
6,838
100
1,033
419
2676
2257
1,307
7,355
50
0,126
209
2592
2383
0,704
8,075
30
0,043
126
2556
2430
0,437
8,452
20
0,024
84
2537
2453
0,296
8,666
 
 



PROCEDIMENTO.

Nel Piano Entropico Ω(T,S) abbiamo tracciato (Tab.A),(Tav.1,2) i CICLI ENTALPICI dell’ACQUA (H2O) assegnando le due IsotermoBariche del VAPORE SATURO, (5→6),(p1),(T1) e (2→3),(p2),(T2), inoltre (fuori Tabella) il SURRISCALDATO T4(0C), H4(kJ/kg), la ISENTROPICA S4=S5(kJ/kgK), le ENTALPIE del LIQUIDO (H',H'')∈(ξ'). Quindi calcoliamo (5) le Coordinate di fine ESPANSIONE (x5),(H5), i RECUPERI di Calore Q*=(Q',Q'')∈(ξ'), infine i corrispondenti BILANCI TERMICI (2) ed ENTALPICO (4), aventi lo stesso LAVORO (L*=L=H4-H5) ma differenti RENDIMENTI (η*>η):
 


 
1CICLO RANKINE-HIRN NORMALE
    
(1→2→3→4→5→6=1) (Tab.A, Tav.1, fig.1,2).

 
Sulla IsotermoBarica INFERIORE (1-E) si assegnano: T1=20(0C), p1=0,024(at), H1=84, HE=2537, S1=0,296, SE=8,666; poi sulla IsotermoBarica SUPERIORE (2-3): T2=200(0C), p2=16(at), inoltre (fuori Tabella) T4=400(0C), H4=3256, S4=S5=7,243; poi la PORTATA m=10(kg/s), infine (5) calcoliamo (x5),(H5) e il BILANCIO (2) del CICLO-HIRN:
 

 


1-A)  CICLO ENTALPICO MOTORE 
         (1→1''→2→3→4→5→6=
1) (Tab.A, Tav.1, fig.3,4).
 
Il più conveniente CICLO ENTALPICO MOTORE si ottiene applicando al precedente CICLO HIRN il massimo RECUPERO di Calore Q''=(1→1'')=(H''-H1)=(852-84)=768, RICICLATO dalla Zona ALTA (S) alla Zona BASSA (E) del GENERATORE (G), con un RENDIMENTO (η)*=0,47) che risulta maggiore del 30% rispetto a quello (η)=0,36). Una ulteriore crescita del RENDIMENTO (η)*), fino al 30-40%, si ottiene se i due CICLI TERMICI (HIRN e ENTALPICO) occupano ZONE più grandi nel Campo (ACBA) del MISCUGLIO (M):
 
 

 
 
2)  CICLO HIRN spostato in ALTO
     
(1'→2→3→4→5'→6'=1'), (Tab.A, Tav.2, fig.5,6).

 
Sulla IsotermoBarica INFERIORE (6'-E') si assegnano: T1=300(0C), p1=87,6(at), H1=1345, HE=2749, S1=3,255, SE=5,705; inoltre su quella SUPERIORE (2→3): T2=350(0C), p2=168,6(at); poi (fuori Tabella) T4=400(0C), H4=2930, S4=S5=5,777; quindi la PORTATA m=10(kg/s), infine (in 5') calcoliamo (x5),(H5) e il BILANCIO (2) del CICLO HIRN:
 

 

2-BCICLO ENTALPICO DISTILLATORE
        
(1→1'→1''→2→3→4→5'→6'→6=1),(Tab.A, Tav.2, fig.5,6).

 
Dal precedente si ottiene il CICLO ENTALPICO DISTILLATORE spostando in BASSO il nuovo PUNTO Iniziale (6≈1),(T=100°C),(p=1,033at), quindi il RECUPERO di CALORE (6’→6) riduce (Q2=1404) a Q'=(H1-419)=926, con RENDIMENTO (η*=0,27) maggiore del 145% rispetto a (η=0,11) del CICLO HIRN di partenza:
 
 
Questo RENDIMENTO può diventare UNITARIO (η*=1) riciclando i RECUPERI Q*=(Q''+Q')=(Q2=1404), Q'=926<(Q2) e Q''=(1404-926)=478. In tal modo il DISTILLATORE assorbe quel CALORE necessario a produrre ACQUA CALDA (a 100°C e 1atm) e il LAVORO (L=181) sufficiente a renderlo AUTONOMO:
 
 
In questi casi occorre perfezionare l’OTTIMAZIONE delle 2 IsotermoBariche estreme (5'→6'),(2→3) e del Punto Iniziale (6»1)∈(AC),(x=0) rispetto al PUNTO CRITICO (C) riducendo al MINIMO (L→0) il LAVORO L=(4→5')(Area racchiusa), eventualmente sostituendo la TURBINA (T) con un RIDUTTORE di Pressione, utilizzando (fig.6) il SALTO Δp=(p'→p1)∈(6»1) tramite una TURBINA IRAULICA (TO) che collega il Pozzo (Z) al Liquido Uscente.



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RIVENDICAZIONI
 
I) CICLI-ENTALPICI delle “MACCHINE-TERMICHE-A-VAPORE” definiti in precedenza (Titolo, Descrizione, Tavole e Disegni), di cui Rivendichiamo tutte le possibili VARIANTI e APPLICAZIONI nell’Ambito della RICERCA, tenendo conto delle possibili MODIFICHE, trattandosi di una autentica “NOVITA’-ASSOLUTA”, addirittura incompatibile col “SECONDO-PRINCIPIO-DELLA-TERMODINAMICA”, fondata essenzialmente sulla ERRATA interpretazione del Ciclo-RANKINE-HIRN (fig.1,2), dimostrando che il SUO Primo-LATO (1-2),(dp=0) non si trova (come si CREDE) nella Zona-Liquida (L) ma sulla ISOTITOLO-ISOBARA (x=0),(dp=0) appartenente alla Curva-Limite (AC),(x=0) di (ACBA), con NOTEVOLI ma prevedibili conseguenze TERMODINAMICHE.
II) CICLI-ENTALPICI delle precedenti Rivendicazioni, caratterizzati dal fatto (fig.3,5) che i suoi PRIMI-LATI (1-2),(dp=0),(∆T≠0) appartengono alla Curva-Limite (AC),(x=0) di (ACBA), dove l’ENTALPIA del LIQUIDO (H1) può essere OTTIMIZZATA (H*³H1)Î(AC) riciclando 2 RECUPERI di CALORE (1-1'),(1-1''),(linee in grassetto) da Alta a Bassa TEMPERATURA, mentre il LAVORO (4-5),(4-5’) (Area-Racchiusa) acquista un RENDIMENTO maggiore del 30-40% rispetto a quello del corrispondente CICLO-RANKINE (fig.1,2).
III) CICLI-ENTALPICI delle precedenti Rivendicazioni, caratterizzati dal fatto (fig.5,6),(Tav.2) che nei DISTILLATORI il RENDIMENTO può diventare UNITARIO (h*=1) Riciclando il Calore-Latente di Condensazione Q2=(5'-6'), tramite i Recuperi (1-1'),(1-1''), OTTIMIZZANDO le posizioni delle ISOTERMOBARICHE estreme (5'-6'),(2-3) e del Punto-Iniziale (6=1), rispetto al Punto-Critico (C).
IV) CICLI-ENTALPICI delle precedenti Rivendicazioni, caratterizzati dal fatto (fig.5,6),(Tav.2) che nei DISTILLATORI-SEMPLICI conviene ridurre al minimo il LAVORO (Area-Racchiusa), quasi azzerandolo (L®0), tuttavia quanto BASTA per renderli AUTONOMI, separando il POTABILE (Z) dall’INQUINATO (PA), favoriti dai RECUPERI (Q''+Q') ma anche dalla TURBINA-IDRAULICA (TO),(p'®p1) che aggiunge LAVORO-UTILE.
V) CICLI-ENTALPICI delle precedenti Rivendicazioni, caratterizzati dal fatto (fig.5,6),(Tav.2) che nel DISTILLATORE-SEMPLICE il RENDIMENTO può diventare UNITARIO (h*=1) Riciclando il Calore-Latente di CONDENSAZIONE (1-1')£(Q2) oppure entrambi i RECUPERI (1-1'),(1-1''), quando il LAVORO è trascurabile (L®0) e quindi conviene sostituire laTurbina (T) con un Riduttore (R).
VI) CICLI-ENTALPICI delle precedenti Rivendicazioni, caratterizzati dal fatto (fig.3,5),(Tav.1,2) che oltre dai RECUPERI-di-CALORE (1-1'),(1-1'')Î(AC),(x=0) il RENDIMENTO può essere Migliorato anche dalle possibili VARIANTI applicate ai moderni IMPIANTI, in particolare dai cosiddetti SPILLAMENTI-di-VAPORE.
VII) CICLI-ENTALPICI delle precedenti Rivendicazioni, caratterizzati dal fatto (fig.5,6),(Tav.2) che il più vantaggioso MOTORE-DISTILLATORE, col massimo RENDIMENTO, si ottiene OTTIMIZZANDO le 3 Pressioni (p12) affinché si produca il massimo LAVORO (Area -Racchiusa) col massimo RECUPERO (Q*£Q2).
VIII) CICLI-ENTALPICI delle precedenti Rivendicazioni, caratterizzati dal fatto (fig.5,6),(Tav.2) che nel DISTILLATORE-SEMPLICE le due Pressioni (p'2) possono ravvicinarsi fin quasi a coincidere (p'£p2), in modo tale da ottenere il minimo LAVORO (Area-Racchiusa) col massimo RECUPERO (Q*£Q2).
IX) CICLI-ENTALPICI delle precedenti Rivendicazioni, caratterizzati dal fatto (fig.3,5),(Tav.2) che nel RECUPERO del CALORE-SENSIBILE Q''=(1-1'')Î(x'), comune per tutti i Cicli-Entalpici, conviene impiegare un CIRCUITO-AUTONOMO in parallelo, dove il LIQUIDO-CIRCOLANTE, orientato da un DIREZIOMETRO (N) e agevolato da un POLMONE (M) di GAS-INERTE, viene MOSSO dalla POMPA esterna (P) ad una PRESSIONE costante (p*) abbastanza alta (p*>p0) rispetto a quella p0=f(T0) del VAPORE-SATURO.
X) CICLI-ENTALPICI delle precedenti Rivendicazioni, caratterizzati dal fatto (fig.3,4,5,6) che nella precedente ESPOSIZIONE (Riassunto, Descrizione e Disegni) abbiamo adottato la stessa SIMBOLOGIA dei più comuni MANUALI-TECNICI, omettendo (per brevità) i rispettivi significati scientifici



 
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Seguono i DISEGNI (6 Figure e 2 Tavole)